SPETTACOLO
IN CREAZIONE
Donne con la mannaia
il 10 marzo 1914, Mary Richardson entra alla National Gallery di Londra, si ferma davanti alla Venere Rokeby di Velázquez, estrae una mannaia da macellaio e colpisce con forza la tela.
di
Verdiana Vono
regia
Stefania Tagliaferri
con
Verdiana Vono
Stefania Tagliaferri
foto di scena
Giorgio Prodoti
Stopdown
Uno spettacolo, o forse una performance, in corso di creazione di e con Stefania Tagliaferri e Verdiana Vono
Produzione
Donne con la mannaia è un progetto selezionato dal bando HUMUS 2023 – Artisti nei territori, di IAC Centro Arti Integrate (Matera). Il progetto è stato in residenza al Castello Gamba - Museo di Arte Moderna e Contemporanea della Valle d’Aosta (2024)
Il progetto è in corso di sviluppo e in cerca di collaborazioni per la coproduzione e la ricerca.
Sinossi
Quando Mary Richardson prende il coltello, davanti al nudo più famoso del suo tempo, il movimento dell’emancipazione femminile si cristallizza, per esplodere nello squarcio della tela.
Nel gesto di Mary Richardson è racchiuso, in nuce, tutto quello che saranno le Performing Arts del Novecento: arrabbiate, critiche, citazioniste, fisiche, sovversive. Rievocare questo fatto è anche un’occasione per riflettere sullo statuto dell’Arte. Va tutto bene? In scena, le due performer stanno manifestando. Nel farlo ripercorrono i momenti salienti della storia, come quello di Mary Richardson. Nel dialogo a due voci ci sono anche i tagli di Fontana, le incarcerazioni di Ai Weiwei fino ad arrivare al corpo ferito di Gina Pane. L’intento è quello di mostrare il percorso travagliato di manifestant* e artist* che, ora come allora, si fanno portatori di un messaggio di cambiamento. Ogni rivoluzione è squarcio. Un atto rivoluzionario è opera d’arte?
Donne con la mannaia nasce per evidenziare e rinsaldare il legame tra arte e rivoluzione. Con questo lavoro intendiamo amplificare la voce delle generazioni cui apparteniamo, oltre che farci segnale per tutte quelle che sapranno ascoltare. In scena, performance teatrale, arti visive, attivismo e protesta si susseguono e si intrecciano, senza soluzione di continuità. Le tradizionali appartenenze non sono più sufficienti. Eccoci, allora nude e armate allo stesso tempo.
Per visualizzare questo contenuto è necessario autorizzare i seguenti cookie: statistiche .
Clicca qui per modificare le autorizzazioni
Note
“La lotta per la vita che mette in forse le tradizionali appartenenze” Jacob Burckhardt
Cos’è la rivoluzione? Perché l’essere umano decide di mettere in discussione lo status quo, sovvertire l’ordine, proclamarne un altro – migliore? – in un moto perpetuo e costante benché a volte carsico?
Nel concetto di lotta per la vita che Burckhardt individua si gioca la partita della modernità e di ogni sovvertimento sociale. Si gioca, in particolare, nel significato che ciascun uomo e – specificazione di genere non casuale – ciascuna donna attribuiscono alla parola vita. Non l’insieme biologico delle funzioni, ma quelle affermazioni del sé costantemente ricercate e messe in discussione che fanno una persona. Donne con la mannaia in questo senso parla di vita. Di persona.
Riteniamo che l’arte sia il laboratorio di significato dove il valore delle parole viene costantemente rinegoziato, provocato, messo in questione e soprattutto vivificato. Il progetto nasce per evidenziare e rinsaldare il legame tra arte e rivoluzione, intesa come quel necessario cambiamento sociale che in quanto giovani artiste sentiamo necessario. Con questo lavoro intendiamo amplificare la voce delle generazioni cui apparteniamo, oltre che farci segnale per tutte quelle che sapranno mettersi in ascolto.
