SPETTACOLO
IN CIRCUITAZIONE
Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa
Tre ragazze sono sul ciglio di una strada deserta. È notte. Non c’è campo. La macchina non riparte. Sono sorelle. Sono le figlie di Bocca di Rosa. Cosa fai quando non ti senti al sicuro? Una notte così.
di
Verdiana Vono
regia
Stefania Tagliaferri
con
Eleonora Cicconi
Elisa Armellino
Stefania Tagliaferri
disegno luci
Tea Primiterra
foto di scena
Giorgio Prodoti
Stopdown
Progetto realizzato dalla compagnia teatrale Palinodie con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” 2019.
Primo studio di Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa presentato presso Fantasio Festival Internazionale di Regia Teatrale (Trento).
Press
Quando il cielo stellato e la luce rossa dell’alba squarciano il buio di una notte lunga un viaggio, il sollievo non è solo delle tre protagoniste della storia, ma anche dello spettatore. C’è un senso di pericolo che aleggia su tutta la lunga notte. Il pensiero di una delle sorelle, «adesso arriva un uomo ubriaco e ci ammazza e ci stupra, o forse prima ci stupra e poi ci ammazza» perché «statisticamente è così», è quello che bene o male attraversa la mente di tutti. Lo spettacolo Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa vuole essere proprio una presa di distanza dalla narrazione del femminile a cui si è abituati, a partire dal testo della celeberrima canzone di De André, no ai titoli delle notizie di cronaca. Sugli schermi scorrono i numeri delle donne assassinate da inizio anno in Italia. E invece, dopo il freddo, la paura, i pensieri, l’ansia e lo sconforto che aumentano per un cellulare scarico e l’altro perso, quasi incredibilmente arriva l’alba.
Sinossi
Due ragazze sono sul ciglio di una strada deserta. È notte. La macchina non riparte. Non c’è campo. Una terza sorella le sta aspettando in un altro luogo, al suo concerto. Sono le figlie di Bocca di Rosa.
Nella notte che dura lo spettacolo, le protagoniste sono bloccate. Nessuna via di fuga all’orizzonte. È in questo buio che cercano uno sguardo per andare più lontano del presente e che non si perda nella malinconia del passato. La sovrapposizione di piani temporali, l’andamento destrutturato delle scene, l’andare e il venire da una condizione di realismo restituiscono al pubblico la complessità dell’affrontare un viaggio interiore. Perché ammettere che qualcosa non va è difficile in primis davanti a se stessə.
In Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa si parla di sesso, di rivendicazioni, di pacificazioni. Si balla e ci si nasconde. Si ha paura. Quanto può durare una notte?
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Lo spettacolo si muove tra la tensione di una drammaturgia frammentata e il fascino di un’estetica da videoarte. In Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa l’immagine elettronica ricopre una funzione determinante. In scena due led wall scandiscono il tempo alternando i titoli delle scene a immagini evocative. Galassie, conchiglie, albe, segni di colore. Questi elementi delimitano e ampliano lo spazio scenico trasportando il pubblico altrove nello spazio e nel tempo, per riportarlo nel qui e ora dell’attualità, testimoniando ad esempio il numero di femminicidi in Italia alla data attuale. L’atmosfera sonora si muove tra suggestioni di musica elettronica e canzoni italiane di altri tempi. Su questo tessuto si innestano i messaggi vocali inviati dal pubblico nei giorni prima dello spettacolo, come dedica alle figlie di oggi, alle donne di domani.
NOTE AL TESTO
Quando la notte ha cominciato a farci paura, si chiede una delle sorelle bloccata in un questo non-luogo che è la strada buia. Per provare a rispondere a questa domanda, si può partire da molto lontano o da molto vicino: dalla considerazione sociale della notte o semplicemente da quella sensazione di disagio che si prova quando si torna a casa troppo tardi, a piedi, sole. In quell’attraversamento, risuonano gli avvertimenti e i giudizi, le brutte storie che ascoltiamo volenti o nolenti.
Per non essere più storie dette da qualcun altro, nasce questo lavoro. Bocca di Rosa è una voce che altri hanno parlato, noi proviamo a restituirla idealmente a lei attraverso le sue eredi. Vogliamo attraversare la notte, perché Alle mie figlie. Avere come mamma Bocca di Rosa è l’arrivo dell’alba, ma anche la bellezza di un cielo stellato.
Repliche
8 marzo 2023, Torino/Teatro Café Müller
1 dicembre 2022, Trento/Teatro di Villazzano
26-28 novembre 2022, Morgex/Rassegna Prove Generali
19 novembre 2022, Torino/Teatro San Pietro in Vincoli
5 novembre 2022, Arsoli/Teatro La Fenice
16 luglio 2022, Roma/Concorso Pillole Fortezza Est
7-8 dicembre 2021, debutto Aosta/Saison Culturelle
30 novembre 2021, anteprima Manfredonia/Teatro L. Dalla
