Logo circolare palinodie nero con sfondo bianco

Questo sito web utilizza cookie analitici e di profilazione
I cookie sono usati per effettuare statistiche e mostrare annunci pubblicitari personalizzati.
Cliccando sul tasto «Accetta tutti i cookie» acconsenti all’utilizzo di tutti i cookie, mentre cliccando su «Accetta solo cookie selezionati» saranno installati solo i cookie eventualmente selezionati dall’utente. Cliccando su “Rifiuta i cookie”, non verranno installati cookie.
Cliccando su «Mostra dettagli» puoi vedere nel dettaglio i singoli cookie e le terze parti che installano i cookie tramite il presente sito.

Clicca qui per visualizzare la Privacy e Cookie policy.

Palinodie
Mariachiara Caneparo attrice in primo piano sul palco si intravede illuminata di blu, Giulia Sartore attrice alle sue spalle è celata da un tenda velata di scena in Donne che si vogliono sposare. Forse

SPECTACLE

ARCHIVES

dramaturgie collective

direction

Stefania Tagliaferri

assistants à la mise en scène

Verdiana Vono, Luisa Zanin

avec

Alice Corni, Silvia Paganoni,

Maria Chiara Canepearo, Sauvage Rolla,

Giulia Sartore, Francesca Zanin

conception des éclairages

Verdiana Vono, Ivan Gerbore

éléments scéniques

Angelini Rigollet


costumes

Mariarosa Rosso


photos de scène

Valentina Nota, Francesca Nota

produzione Palinodie 2014

Nel novembre 2015 Donne che si vogliono sposare. Forse è stato riallestito all’interno delle iniziative legate alla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, selezionato per l’attenzione con cui affronta il tema della violenza psicologica sulle donne

Presse

Uno spettacolo ironico ed elegante che racconta con un velo di leggerezza temi attualissimi, nonostante l’ambientazione nel passato […] è questa l’Italia che vorrei avanzasse, questa l’Italia di cui vado era all’estero.
Irene Ciuci, post Facebook 30 dicembre 2014

 

Nell’arco di poco più di un’ora il salotto si trasforma da claustrofobica sede di scuola di femminilità a luogo di confessione e confronto, rivelando dietro le ombre interiori delle ragazze quelle della marmorea madre. Il perfetto e spietato meccanismo del “moglificio domestico” rivela tutte le sue crepe, fino a crollare su stesso: ma dalle rovine si può anche risorgere, mettersi sulla strada, e ricominciare a vivere, a camminare.

Miriam Begliuomini, Gazzetta Matin, 5 gennaio 2015

Presse

Synopsis

Il y a là un million de fils tendus.
La maison qu'habitent les protagonistes de la pièce contient, rassure et, en même temps, emprisonne. Située dans un passé générique qui fait un clin d'œil aux années 50 américaines, Femmes qui veulent se marier... est l'histoire de cinq personnages confrontés à l'éternelle question de l'autodétermination. C'est peut-être l'histoire de cinq personnages confrontés à l'éternelle question de la définition de soi dans et malgré le noyau.Après la mort de leur père, Brigitte, Grace et Liz reçoivent de leur mère l'instruction de devenir des épouses parfaites : des femmes aimables et désirables qui se consacrent à la cuisine et à l'art de plaire à leurs maris. Le monde extérieur est habilement filtré : après une année d'école, la mère instaure un temps d'antenne, seule occasion pour les filles de sortir et de rencontrer des candidats convenables. Le pendant au sein du noyau familial est la tante, une femme poétique et nocturne qui rejette le modèle de perfection féminine professé par sa belle-sœur, abandonnant la maison et mettant sa propre vie en jeu pour transformer en réalité les idéaux plus libres qu'elle défend. Un univers clos et étouffant qui implose dès que la mère réalise qu'elle ne contrôle plus ni la vie de ses filles ni la sienne. Lorsque ce schéma de certitudes échoue, les personnages décident de s'avouer toutes les vérités, en commençant par les plus encombrantes.



Pour afficher ce contenu, vous devez autoriser les cookies suivants: statistiche .
Cliquez ici pour modifier les autorisations


Note

Come i personaggi anche lo spettacolo si finge a lungo ciò che non è: non è teatro dell’assurdo, né commedia leggera, non mito, non tragedia anche se i riferimenti a queste tradizioni teatrali sono espliciti nel testo.
Accettare di essere vive dà alle protagoniste la possibilità di liberarsi e di spezzare le convenzioni del dramma borghese. La scommessa di dirsi la verità pur senza sapere quali saranno le conseguenze rappresenta per loro l’unica possibilità di cambiamento, anche di linguaggio estetico. Ammettere di essere umane e non bambole, riconoscere che l’anelata felicità può realizzarsi fuori dal copione prestabilito è l’inizio di una nuova storia, imprevedibile, non più agita in una meccanica coazione a ripetere, scelta. Finalmente.

In scena sul palco di Donne che si vogliono sposare. Forse sedute su un divano chiaro recitano sferruzzando Mariachiara Caneparo, Sauvage Rolla e Francesca Zanin. Giulia Sartore chiude la composizione seduta su una poltrona affiancata sulla destra.

Spectacles