SHOW
NEW GENERATIONS
Bian or the jar theory
I hope you can be as happy as you can.
by
Verdiana Vono
direction
Verdiana Vono
with
Sylvain Deguillame
Stefania Tagliaferri
assistant director
Luisa Zanin
scenography
Chicco Margaroli
costumes
Valgrisa
Quando Jean torna a casa per il funerale di suo nonno, il guaritore Bian, tutti sono felici di riabbracciarlo. Quando ritrova Chiara, Jean pensa che il tempo in quel piccolo villaggio si sia fermato per aspettarlo. Ma lui ha un altro tempo, ormai. Quello della metropoli e della realizzazione professionale. Gli abbracci sono troppo stretti e l’eredità del nonno impossibile da accettare. Bian era un guaritore di quelli che si trovano nelle valli delle regioni montane. È morto contento due giorni prima dell’inizio della storia. Era una brava persona.
Press
Il tema della morte e della sua accettazione, quello della capacità di guarire e la volontà di voler aderire a questo destino sono lo sfondo per una storia che parla di due persone. A volte sole, a volte arrabbiate, a volte felici.
Notes to the text
The theory of jars is a way of looking at life, almost a mythical tale that invites us not to seek happiness or right and wrong in confrontation with others, but a hymn to action.
An exhortation to fill one's jars to the brim, listening to our deep, inescapable needs. instead of forcing oneself inside what we think is the acceptable standard.
The two characters change when they become the engine of their own change, when the oh-so-present absence of Ancestor Bian ceases to be a boulder, but becomes the ramp on which they run to take flight.
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Note di regia
Bian o la teoria dei barattoli è uno spettacolo che parla di ecologia.
Un pensiero ecologico è un pensiero che permette di considerare il legame tra l’universo della natura e il proprio mondo interiore.
Due facce di una stessa medaglia sono in scena.
Jean, originario della montagna, ha lasciato quel luogo consapevole di volerne stare il più lontano possibile, realizzando se stesso con una carriera prestigiosa.
Chiara, invece, che in quel luogo è arrivata, ha scelto di restare. Nel suo rifugio, la posizione privilegiata sul mondo. Il collante tra i due è Bian, il nonno di Jean che è un guaritore. Un uomo saggio che sa della montagna, di erbe e di parole antiche, che ha la fisionomia dello stesso luogo in cui abita.
In occasione del suo funerale Jean torna a casa. Lì ritroverà le stesse sedie di legno pesante e una vita che è andata avanti, senza di lui. Ma Jean ha lo stesso di dono di Bian. E non ha ancora deciso se sia un dono o una maledizione.
Repliche
2018
10 maggio - Aosta, Teatro Splendor
